Carrot cake (con frosting)

Continuiamo a parlare di New York, seppure in in modo un po' diverso ( vi ricordo, comunque, che il mio post è stato aggiornato con nuove informazioni ed indirizzi ). Parliamo di dolci. Credo che, abituati come siamo a vedere programmi televisivi in cui troneggiano le torte coloratissime e a dieci piani, nell'immaginario collettivo la pasticceria americana sia, appunto, tutta così: un trionfo di colori artificiali, glasse, confettini e pupazzetti. Durante questi tre viaggi, invece, e anche leggendo alcuni libri sull'argomento ( mamma mia come suono antipatica: la realtà è che sono una consumatrice compulsiva di ricettari ed è inevitabile che sotto le mie mani siano capitati anche vari libri dedicati alla pasticceria americana ), ho capito che non è esattamente così.
Cioè, spieghiamoci: abituati come sono a fare le cose in grande, difficilmente troverete biscotti mignon o mini cupcakes ( qui sì, però! ), ma neanche torte stravaganti, opulente e coloratissime di cake design. Per intenderci, quelle a forma di wc del Boss delle Torte, io non le ho mai viste ^_^
Nelle bakery, nei caffè e nei localini sparsi per la città, a parte qualche rara eccezione, abbiamo sempre trovato dolci piuttosto semplici. O, meglio: con una base semplice, poi arricchita da glasse o frosting dai toni pastello. Pochi i dolci dal colore fluo ( unica concessione la Rainbow cake ) o dalla forma strana. Torte ricche, questo sì, fette enormi per essere mangiate da una persona sola, farcite e ricoperte ma, nell'insieme, molto "normali". Quindi, per tirare le fila del discorso: tante cheese cake, muffins, cupcakes, brownies, red velvet ( che forse tra le tutte è la più scenografica ma resta, alla fin fine, una torta farcita ) e carrot cake. E qui vi volevo.
Il penultimo giorno, prima di entrare all'Intrepid Museum, abbiamo fatto tappa in un caffè: tirava anche una certa arietta, ergo la pausa pipì al calduccio ci stava bene. Io ho preso un chai latte e Dany una fetta di carrot cake: tagliata a quadrotti, con un ricco frosting formaggioso.
Insomma, una carrot cake come dev'essere. Perchè sì: nell'immaginario comune sarà anche un dolce salutistico, una cosetta da dieta e piuttosto tristanzuola, ma vi assicuro che quella originale, americana, tutto è tranne che parca di nutrienti. Che, poi, se ne possano fare centomila versioni ed alleggerirla fino all'inverosimile, è anche vero, ma quella con la C maiuscola è davvero una bomba. Di calorie, ma anche e soprattutto di bontà. Io l'ho appena assaggiata, dato che il frosting è a base di formaggio e, come sapete, io e questo elemento non siamo amici, ma la torta era deliziosa: densa, umida, ricca di noci e di carote...buona, insomma. Non una torta da pucciare nel the o nel caffè alla mattina, ma da gustare forchettata dopo forchettata.
Tornata a casa ho sfogliato uno dei miei tanti libri sul tema e ho trovato una Carrot cake all'apparenza molto simile a quella assaggiata a New York. Anzi, a dirla tutta, neanche troppo pesante, dato che non conteneva burro ma olio. Ho apportato decisamente poche modifiche, solo aggiungendo qualche noce e togliendo un uovo. Per il resto sono rimasta molto fedele all'originale. Il frosting, invece, l'ho lievemente alleggerito, utilizzando solo Philadelphia e zucchero a velo. Probabilmente, seguendo la ricetta di Laura, che prevedeva molto più burro, avrei ottenuto una copertura più soda e simile a quella di New York, ma nessuno si è lamentato. Anzi, è piaciuta molto anche a mio papà che, di norma, non ama le torte con creme, glasse e compagnia bella.
Dolce approvato, insomma.
Per chi volesse una versione più "leggera" della carrot cake, qui la versione vegana ( che volendo potete guarnire con un frosting di tofu ).
Buona giornata, amici

CARROT CAKE
[senza burro]
PORZIONI: una tortiera di 23 cm circa
Ricetta tratta da American Bakery di L.Evans

Ingredienti
180 gr di farina ( per me 100 gr 00 + 80 gr integrale )
1 uovo di galline felici
150 gr di zucchero
100 ml di olio di semi
150 gr di carote grattugiate
1 manciata di noci
1 cucchiaio di uvetta
1 cucchiaino di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
cannella e zenzero in polvere q.b.

Per il frosting
100 gr di formaggio spalmabile
80 gr di zucchero a velo
1 noce di burro ammorbidito
scorza di arancia grattugiata (facoltativo )

Preparazione
Preparate la torta: preriscaldate il forno a 180°. In una terrina mescolate la farina, il lievito, il bicarbonato, la cannella, lo zenzero e un pizzico di sale. Mettete da parte. In un'altra terrina lavorate l'uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungete l'olio a filo e, sempre mescolando, le carote e l'impasto di farina. Se il composto fosse troppo duro, aggiungete due cucchiai di succo di arancia ( io non l'ho messo ). Unite anche le noci tritate grossolanamente e l'uvetta. Mescolate, quindi versate l'impasto in una tortiera rivestita di carta da forno. Infornate e cuocete per 35' circa. Spegnete e fate raffreddare.
Preparate il frosting: lavorate il formaggio con il burro e lo zucchero fino ad ottenere un composto morbido. Aggiungete, se volete, la scorza di arancia e mettete il tutto in frigo.
Quando la torta sarà fredda, toglietela dalla tortiera e rivestite la superficie con la glassa. Decorate con filetti di arancia o con noci. Data la presenza della glassa, io ho preferito conservarla in frigo.






Commenti

Giuliana Manca ha detto…
Una delle torte più buone che siano!!!! bacioni
Francesca ha detto…
Vero!!!! Un bacio
elenuccia ha detto…
Il problema dei dolci americani è la chilata di burro che di solito ci mettono. Se non ci pensi sono buoni, eccome se sono buoni. Devo dire che la torta di mele è uno dei miei preferiti perchè almeno all'assaggio da meno l'impressione "bomba nucleare" rispetto agli altri.
Francesca ha detto…
esatto, Ele..però, se ci pensiamo, anche noi abbiamo le torte al burro (magari non dentro, sopra e sotto..ecco). Io, comunque, ho fatto il pieno do cookies, decisamente più nelle mie corde ^_^