7.12.11

Latte in piedi

Cucina molecolare????
Per la serie "se lo avessi fatto apposta non ci sarei riuscita" lancio una ricetta molto adatta al periodo natalizio. Sì perchè a Natale mica si mangia solo panettone&torrone eh! Anzi, personalmente trovo che concludere il pasto - già di per sè tosto- del 25 dicembre con una fetta di questo dolce sia eccessivo. Oh, non voglio insegnare niente a nessuno, nè togliere la tradizione dalle tavole italiane, ma penso che si possa festeggiare con pandoro e co. in altri momenti (la merenda, ad esempio) e concludere la nostra tavolata festaiola con un bel dolce al cucchiaio. Ciò detto, segnatevi la ricetta del Latte in piedi.
Ora, scuserete la mia ignoranza se vi confesso che ho sempre confuso il Latte in piedi con il Creme Caramel. Anche perchè, forse, le ricette che ho letto fanno un po' di confusione sul punto, proponendo sotto questo nome versioni con più o meno latte, più o meno uova, del più famoso dessert francese. Quindi ho sempre pensato che, in fondo, fare una creme caramel o un latte in piedi fosse la stessa cosa. Poi, a dire la verità, non ho approfondito il discorso più di tanto, fino a quando ho trovato su un vecchio numero di Cucina Moderna serie Oro la ricetta del Latte in Piedi. La leggo e subito noto che non contiene tuorli e non è cotto al forno, a differenza del creme caramel. Cosa che mi destabilizza, mettendo a repentaglio tutte le certezze che avevo fino a quel momento. Faccio una ricerca in Internet, apprendo che è un dolce tipico di Piacenza, e ne  trovo molte versioni: alcune usano le uova e la cottura a bagnomaria (e, quindi, confermerebbero la mia prima tesi), altre utilizzano solo panna, latte e gelatina (oltre allo zucchero, ovviamente). Una specie di panna cotta, insomma, con più latte che panna, e il caramello alla cima del dolce. Con questo bagaglio culturale appena appreso decido di cimentarmi nella preparazione seguendo la ricetta del giornale e, sinceramente, la trovo abbastanza facile. Da buona vegetariana, però, decido di sostituire la colla di pesce con il più sano agar agar che, ovviamente, introduco solo nella "base" del dolce, la parte bianca, per capirci. Per il caramello, che deve stare al fondo degli stampini, invece, mi regolo come per un normale creme caramel, salva la sostituzione del limone con un più invernale mandarino. E procedo. Tutto fila liscio. Metto in frigo i miei lattini ^_^, li lascio riposare tutta la notte e all'ora di pranzo li sformo. A 'sto punto la sorpresa che, suppongo, non fosse prevista nella ricetta: il caramello si era completamente galatificato, formando uno strato di qualche cm sopra la base di panna e latte che, dal suo canto, era rimasta comunque solida. Come se, ipotizzo io, l'agar agar si fosse diviso e una parte fosse scivolata per qualche strano fenomeno fisico, dentro al caramello. D'altronde, la base non era liquida, segno che non tutto l'agar agar se n'era ito sul fondo ma, al contrario, cremosa ma solida, in perfetto panna cotta's style! Se non sono misteri questi....Io vi riporto la ricetta, con le dosi che ho usato io, ma certo non garantisco sull'effetto visivo stile piccolo chimico! Quella è stata pura (s)fortuna!
P.S. questa ricetta partecipa al contest della Stefy, Le (s)trenne Gluten-free dato che trattasi di dolce anche adatto ai celiaci. Approposito: ho aggiunto, nell'indice qua a fianco la categoria "Gluten free" e anche quella "Dolci per celiaci", grazie al supporto importantissimo della cara Stefy.

Ingredienti per 3 persone
4 dl di latte
1 dl di panna fresca
2 gr ( un cucchiaino)di agar agar in polvere
70 gr di zucchero
succo e scorza di mandarino

Preparazione
In un pentolino unite il latte con la panna e 25 gr di zucchero. In un bicchierino scogliete l'agar agar con un po' del composto liquido prelevato dal pentolino, quindi unitelo al restante e portate ad ebollizione. Quando il composto bollirà e lo zucchero sarà sciolto, spegnete (tenete presente che l'agar agar, per fare effetto, deve bollire 30secondi). Intanto preparate il caramello col restante zucchero, 50 ml di acqua e il succo di mezzo mandarino. Quando sarà pronto versatelo dentro 3 stampini e ruotateli per distribuirlo meglio. Versatevi dentro il composto di latte e panna, quindi fate raffreddare in frigo per una notte. Al momento di servire capovolgete i budini in piccoli piattini e.....fatemi sapere se l'effetto cucina molecolare è riuscito anche a voi o se la fortunella sono stata io! Volendo, decorate con altro caramello indurito.





38 paciocchi:

  1. Da "piccola chimica" los cherzetto del caramello mi intrica...bellissimi :) Un bacione

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  2. Belli!!! non posso aiutarti nella stesura del tuo trattato di chimica culinaria ma resterò su questi schermi in attesa che qualche sapiente scienziata ci dia una risposta per questa... magia! Bacione e buona giornata

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  3. Errore o meno, l'effetto ottico è fantastico!
    Io concordo con la tua tesi dell'agar agar che "scivola" nel caramello...ma per intuito eh!Io e la chimica siamo proprio lontane! :-)

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  4. Come sempre dagli errori nascono dei capolavori, come il tuo latte in piedi bicolore, bellissimo effetto!
    ....e dev'essere anche buonissimo! Slurp! ;)

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  5. nooo altro che piccolo chimico! questo esperimento merita un premio!! è troppo carino e budinoso! ci provo sicuro..poi ti racconterò cosa verrà fuori a me ;)

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  6. Che carine che siete!!!^_^ grazie di cuore

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  7. E' molto molto invitante !
    Ti volevo chiedere ma il latte in piedi tradizionale è una sorta di budino con della uova o assomiglia alla panna cotta? Grazie e buona giornata

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  8. Sempre io...da quel che vedo c'è sempre il dibattito ;-) Prenderò la tua versione ;-)

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  9. Edda: ciao!!!!!! sono molto contenta che la mia versione ti piaccia :-))) Quanto alla querelle, beh sai che non l'ho capito???? io penso che sia più simile alla panna cotta, come ho fatto io....Un bacio

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  10. Il risultato è splendido! Mi hai fatto venire voglia di provarci! Un abbraccio carissima

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  11. è sicuramente molto scenico, ma non riesco a darti una mia opinione sulle varie metodologie per farlo, certo è che quella che hai usato tu è stata vincente! :)

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  12. A parte il c... la (s)fortuna del principiante, sulla quale non mi pronuncio..., visto che per te è un fine pasto natalizio ed è pure senza glutine, perché non partecipi al contest delle (st)renne gluten free? :*

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  13. Marifra: Un abbraccio enorme anche a te!
    Herbivors. ^______^

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  14. Stefy: io parteciperei anche...ma non ho capito come funge :-(((

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  15. Francesca, ma questo è fantastico! Che ti frego come e perché è venuto, ma guarda che meraviglia! Scherzi a parte, non escluderei che l'agar agar abbia sconfinato e sia riuscito a gelificare anche il caramello sotto.. mamma mia che fame mi fai venire! foto bellissime!

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  16. Stefy: fatto!!!!!!!!!!
    Donatella: grazie!!!!

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  17. Tu lo sai vero che noi siamo i giudici del contest di Stefania e siamo altamente corrutibili?
    Gran bella ricetta!
    Fabio

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  18. Annalù e Fabio: no, ignoravo :-)))) se siete corruttibili, bene, ne possiamo parlare ;-)

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  19. Bravissima!!!!! io voto per questo dolce al cucchiaio per finire il pranzo di natale!!! un bacione

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  20. ecco, giungi a fagiuolo!
    Ho l'agar agar...ma ho titubanza ad usarlo...provero'!!!!!!!!!!!!

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  21. Molto buono soprattutto per le due consistenze diverse, delicata la parte sotto, più consistente e meno dolce la parte sopra. Qualche domenica puoi rifarla..... Anonimo.

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  22. Anonimo: a te Gordon Ramsey ti fa un baffo :-)))

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  23. pensa che non lo avevo mai sentito il latte in piedi!
    sai,sono d'accordo con te!
    anche secondo me sta molto bene un dessert al cucchiaio alla fine del mega pranzo natalizio!

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  24. Sempre meravigliata davanti ai dolci al cucchiaio *__* E per la faccenda del dolce di Natale, sai quante volte ho provato a convincere che, per una volta, ci vorrebbe qualcosa di diverso??

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  25. molto bello , ottimo anche nel gusto sicuramente ... sai che io non faccio una cena nè un pranzo luculliano per le feste ? faccio solitamente una portata unica e poi il dolce .. trovo che sia brutto appesantirsi .

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  26. Carla e Pips: grazie!
    Housewives: è quello che piacerebbe anche fare a me..per fortuna anche da noi non ci si abbuffa (andiamo a pranzo da mio zio, che cucina sempre cose leggere e particolari) ma il mio sogno piatto unico+dolce non riesco comunque ad avverarlo :-(

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  27. ma dai pensa che la prima volta che ho sentito nominare il latte in piedi era per una ricetta terribile della Parodi... la tua ha tutto un altro aspetto! :)) Bravissima!!

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  28. Oddio Monica!!!!!!!!!! cambio subito il nome alla ricetta :-) Un bacio e grazie!!!!

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  29. L'ho preparato anch'io l'anno scorso e mi è piaciuto molto: è un dessert leggero e amabile :D

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  30. Fede ma che meraviglia!!!! io non la mangerei talmente è bella!!!!!! io non conoscevo il latte in piedi :-) in compenso adoro il Creme Caramel, baci cara!

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  31. Milena: ^_^ lo so...l'avevo vista anche da te :-))))
    Ely: ^______^

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  32. Ti do un altro spunto, così mi odierai forever & ever... in realtà tradizionalmente la pannacotta non si fa con la gelatina, ma con gli albumi, e si cuoce in forno a bagnomaria ;)
    Ed è pure difficilina, visto che non deve venire con i buchini (esattamente come per il cremecaramel) e non si deve percepire l'odore dell'uovo

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  33. Alice. no che non ti odio...anche perchè lo sapevo :-))) l'ho già anche fatta così ^_^ seguendo la ricetta di Edda. Un bacio cara

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  34. É vero, l'avevo dimenticato! :*

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  35. Fra...a me piacerebbe tanto anche se fosse seduta...in bocca al lupo per le (st)rè chic, bacioni, Flavia

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