Sablès legerès

Okkey, siamo solo all'11 gennaio e già penso alle vacanze estive: forse è un po' prematuro, considerando che quelle natalizie sono finite da pochi giorni. Però ho una tal voglia di viaggiare, di scoprire il mondo, di tornare in luoghi già visti o di esplorarne di nuovi che, per farla breve, da due giorni io e Dany siamo "intrippati" con Parigi (dopo aver abbandonato l'idea, accarezzata per un momento, di tornare a New York dato i costi proibitivi). Vero: ci siamo già stati nel 2008, ma per una serie di ragioni abbiamo deciso di tornarci. In primis perchè allora non ero nel pieno della mia salute (e chi mi conosce lo sa) e vorrei riuscire a godermi la Ville Lumière adesso che sto meglio, in secundis perchè all'epoca non ero ancora una foodblogger e quindi mi ero persa tanti posticini interessanti (ma sto già facendo una lista lunga come un papiro lungo), in tertis perchè ci è piaciuta tanto; così diversa da New York, da Londra, Barcellona, così lontana dal mio ideale di metropoli, però al tempo stesso romantica e moderna, un sogno. Quindi incrociamo le dita e continuiamo nella nostra ricerca di volo&hotel. Bene, la premessa sembra non c'entrare nulla e invece no: i biscottini che vedete in foto sono dei Sablès, biscotti francesi che in realtà parigini non sono (vengono da Nantes), ma dato che di Francia sempre si tratta...Forse il termine non vi è nuovo: la Pasta sablèe, infatti, è una sorta di pasta frolla delicata e friabile (sabbiosa, appunto), utilizzata soprattutto per crostate (dolci o salate) e tartellette.Qui notizie sulla differenza tra frolla e sablèe, anche se a grandi linee posso dirvi che si diversificano nella proporzione di burro e zucchero e nella lavorazione. Dicevo: il nome lo avrete già sentito ma, io almeno lo ignoravo, magari non sapete che esistono anche dei biscotti dal nome analogo, biscotti semplici e "leggeri", ideali per il the. Io l'ho appreso leggendo questo libricino (di cui forse vi avevo già parlato) da cui, appunto, ho tratto la ricettuzza di oggi. Come nella filosofia del libro, anche questi biscotti, pur contenendo burro e zucchero, sono alleggeriti rispetto alla versione originale: contengono pochi grassi e, al posto dell'uovo, acqua minerale. Ho ottenuto così dei dolcetti abbastanza leggeri, ma gradevoli. Ok, forse i signori "goderecci" in ascolto potrebbro trovarli un po' insipidini ma secondo me il bello è anche questo: non essendo molto dolci possiamo personalizzarli come ci piace, magari anche proponendone una versione salata con rosmarino o pepe. Quanto alla consistenza sono, appunto, "sabbiosi": non immaginatevi un biscotto croccante, ma piuttosto "fondente" al palato, morbido come una pasta frolla lievitata. Proprio per questo motivo, e venendo all'uso più noto della Sablèe, possiamo anche usarli come base per tartellette, crostatine e tortine varie. Io vi ho dato l'idea, Voi provate a variarla!


Ingredienti
125 gr farina
1 pizzico di sale
40 gr zucchero
40 gr burro (o margarina)
scorza di limone grattuggiata (mia aggiunta)
1 pizzico di lievito
acqua fredda

Preparazione

Tagliate il burro a dadini e lavoratelo con lo zucchero (con le mani!) fino ad amalgamarli. Incorporate la farina setacciata col lievito ed il sale, la scorza di limone e impastate con la punta delle dita aggiungendo acqua fredda fino ad ottenere un composto malleabile e non appiccicoso. Fate riposare in frigo per 30' circa. Riscaldate il forno a 180°. Stendete la pasta col mattarello e ricavate dei biscotti dalla forma irregolare e di circa 1 cm di spessore. Disponeteli su una teglia foderata di carta da forno e infornate per circa 10' fino a che i bordi saranno leggermente dorati. Fate raffreddare e servite.

Commenti

Simo ha detto…
Buoni...e poi più sono leggeri, meglio è!
Albertone ha detto…
Che spunto interessante per studiare le varie frolle. La tua versione senza uova mi attira davvero molto, anche perchè posso usarla per il mio piccino.
Grazie.
Francesca ha detto…
Simo e Alberto: grazie!!!!!! se riesco ad essere utile, tanto meglio :-))))
Hai descritto l'impasto alla parfezione. Eppoi a me i dolci troppo dolci non piacciono, quindi che facciamo? Me ne mandi un chiletto?? Ce li vedo bene anche come aperitivo...
Francesca ha detto…
Grazie () !!!!!!!!!!!!!!! per il chiletto ci posso lavorare ;-)