Lingue di "fuoco" in salsa tragicomica


No, questa ve la devo troppo raccontare: chiamatemi l'incendiaria. Allora, partiamo ab ovo: dovete sapere che in studio fa un freddo cane. Io già sono freddolosa di mio, immaginatevi cosa può voler dire stare in uno studio gelido con tanto di ventola che contribuisce a raffreddare l'aere. Per porre rimedio a 'sta situazione, da un annetto ho portato la mia vecchia cara stufetta: una specie di reperto archeologico dell'anteguerra (forse era ancora di mia nonna) che però ha sempre funzionato a meraviglia. La sottoscritta ha piazzato 'sto portento sulla sedia (specifico:di legno e stoffa) di fronte a sè e ha iniziato a farla lavorare a pieno regime. Un teporino delizioso, a volte fin un tantino troppo, tanto che il mio collega la chiamava amorevolmente "il cuoci porceddu". L'idillio tra me e la stufetta è però da sempre stato contrastato: poichè siamo in sei in ufficio con sei computer, tre lampade alogene, una stampante e il fax è OVVIO che se accendiamo tutto insieme la corrente salta, no? eppure a chi veniva sempre data la colpa? a me e alla mia stufetta! Io, imperterrita, ho continuato a preservare la mia salute tenendo accesa la suddetta finchè ho potuto, cioè fino a ieri quando un'improvvisa puzza di bruciato ha destato le mie nari: la stufetta stava andando a fuoco!!!!!!!! Per fortuna ho subito staccato la corrente e ho messo sul balcone la lanciafiamme che, nel frattempo, aveva iniziato a prendere fuoco nel vero senso della parola. Panico: che fare? mi sono sentita a metà tra un film comico e uno di azione e, dato che non sono una boyscout nè una Giovane Marmotta (avevo letto a suo tempo il manuale, ma evidentemente non trattava la parte "spegnimento incendi"), non sapevo come comportarmi. Indecisa tra strofinacci e acqua, ho scartato i primi (che non avevo a disposizione) e mi sono diretta sulla seconda: corsa in bagno , munita di bottiglia di plastica, ho iniziato a lanciarla a viva forza sulla carcassa che giaceva sul balcone, incurante dell'acqua che cadeva in strada (speriamo non abbia colpito nessuno dei passanti). In studio una puzza di bruciato che sembrava di essere in una fonderia e anche un filino di fumo.Ci mancava solo più questa musica di sottofondo e il quadro era completo. Morale della favola: la mia cara (ora estinta) ora è a casa con un buco nero in mezzo e presto finirà in discarica. I colleghi di studio saranno felici dell'improvvisa sparizione della stufa, un po' meno della puzza che ha aleggiato per tutto il pomeriggio, ma tant'è. Alla fine hanno avuto vinta loro.
Sulla scorta di questo racconto, una ricetta-riciclo fatta con la solita pasta sablèe ma, questa volta, in versione semi-salata, ideali per accompagnare l'aperitivo.


Ingredienti
1 dose di pasta sablèe
erbe aromatiche a piacere
1 pizzico di fluer de sel

Preparazione
Incorporate alla pasta sableè il sale e le erbe aromatiche (io ho usato un misto provenzale), quindi reimpastatela per far penetrare bene il tutto all'interno. Tirate la pasta in una sfoglia sottile, dategli la forma di "lingue" e infornate a 180° per 10' circa.

Commenti

Mirtilla ha detto…
bellissima storia ,e che curiosa questa ricetta :)
luby ha detto…
stesse condizioni di gelo,ho il condizionatore sempre acceso puntato a 30°,ma se poi mi aprono la porta continuamente ed una finestra è aperta a metà...ecco che vedrete luby con sciarpa,e guanti e giacchetto per avere un minimo di calore decente nel corpo...il mio capo vive con 15 gradi in casa per lui stò freddo è la norma ed ha il coraggio di prendermi in giro!!!!!
mi consolerò anche io con la tua bontà...
una prece per la defunta stufetta....capisco quanto è stata importante!!!!!!!!!!!!!!!!!
Francesca ha detto…
quanto mi manca .-((((
Mapi ha detto…
Il titolo della ricetta mi aveva già fatto simpatia, la storia tragicomica è divertentissima. Mi dispiace per la stufetta - anch'io mi affeziono ad alcuni oggetti - e sono sicura che i tuoi colleghi ne sentiranno presto la mancanza, col freddo di questi giorni!

Un bacione.

Mapi

P.S.: anch'io ho una stufetta in ufficio... per fortuna la mia collega è più freddolosa di me... :-)))
Francesca ha detto…
Grazie Mapi! ti giuro, ne combino talmente tante che sto pensando ad un rapimento alieno con tanto di risucchio di cervello quando ero in fasce...potrei scriverci un libro!!!! Un bacio
Le pellegrine Artusi ha detto…
Benchè mi renda conto che in quei momenti eri nel panico questo post era veramente gustoso! Un ottimo e veloce aperitivo quello che hai preparato. Ciao, Simona
emi ha detto…
"estinta"... in entrambi i sensi! ;oP
Francesca ha detto…
Emi: hai ragione!!!!
Aurore ha detto…
Ciao, davvero carino il tuo blog. tornerò spesso. se vuoi fare un salto da me ...
chamki ha detto…
Quelle stufette si tengono per terra signorina incendiaria, e bella questa variante salata dei sable' che avevo gia' salvato perche' avevo intenzione di farli, a sto punto prendo due piccioni con una fava e li faccio entrambi domani mattina! Bacione e buona domenica, oh ma anche buona serata per stasera.
Francesca ha detto…
Aurore e Chamki: grazie!
Chamki: eh, lo so...pensa se prendeva fuoco pure la sedia!!!
marifra79 ha detto…
Ma è la situazione in cui mi ritrovo ogni giorno in ufficio!!! E' un ufficio freddo, ma che dico freddissimo... e lavorando al pc tutto il giorno si sente ancora di più! Io ho risolto tenendo il piumino adosso, spesso anche la sciarpa! Forse sono un pò più fortunata perchè anche i miei colleghi fanno la stessa cosa....mi spiace per le stufetta!
Ricetta interessante!
Un abbraccio e buona domenica
Francesca ha detto…
Marifra...beata tu!!! io ho i colleghi "calorosi" :-(((