E non chiamatela frutta cotta...

Scrivo in un momento di pausa-abbiocco: dovete sapere che nonostante la festa del'8 dicembre, io krumira che non sono altro :) ho lavorato lo stesso...eh, gioie e dolori del libero professionista, ma di fronte a cliente pagante non c'è festività che tenga. Ciò detto oggi sono stanca morta e come se non bastasse sono tornata dal Tribunale solo da un'oretta: pasto-pappone velocissimo, giretto in rete per accertarmi che le mie amiche di blog non abbiano corso troppo in mia assenza e tutto d'un tratto...sdaang, abbiocco pauroso che mi ha portato persino ad appoggiare la testa sul pc (sì che non pesa tanto..la testa intendo). Mi sa che oggi lavorerò poco e male...Perdonate anche la "ricetta" che posto, perfettamente in tema con la mia stanchezza: "ricetta" sciuè sciuè che però vi permette di fare anche la vostra bella figura se avete ospiti. Qualche post fa abbiamo parlato di frutta cotta, e spero tanto di avervi fatto dimenticare l'associazione con l'ospedale ed il cibo da malati cui spesso rimanda l'aggettivo"cotta". A parte che a me piace talmente tanto la frutta che la gradisco anche sotto forma di "purè" ospedaliero, però capisco che non sempre e non a tutti possa piacere. Soprattutto a causa del nostro palato, oramai abituao a cibi raffinati ed elaborati. Però, come oramai ben sapete, se giocate con gli aromi e le cotture, la frutta diventa un dessert speciale: leggero sì, ma anche saporito, gustoso, godereccio. Basta sfogliare qualche ricettario e, nel capitolo "dessert", trovate una sfilza di ricette a base di frutta cotta degne di entrare nella top 10 della golosità: una pera cotta velata con lo zabaglione riporta subito all'infanzia, le mele al forno ripiene di confettura hanno un tocco "girly" e chic, le pesche ripiene di amaretti fanno tanto estate piemontese..E poi, come dicevo, la frutta cotta gioca molto bene anche a fianco dei secondi piatti, come se fosse un contorno. La "ricetta di oggi" è in tutto e per tutto uguale a quella della Pera al cartoccio de post che ho citato prima, solo che (ma davero?????? :-) ) al posto della pera questa volta ho impacchettato una bella mela, tagliata in due, cosparsa con un filino di miele e impreziosita da pepe rosa. 25' in forno a 180° e la mia mela è cotta perfettamente, sprigionando tutti i suoi succhi e un profumino delizioso.
Se di papparvela così proprio non ne avete intenzione, suggerisco di accompagnarla con un semplice gelato alla vaniglia, una crema inglese o qualche biscottino leggero. Sforzo pari a 0 e figurone assicurato, soprattutto se servirete agli ospiti le vostre mele ancora avvolte nella carta da forno, da "spacchettare" insieme.

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