1.6.12

Sformato di piselli e avena su tartare di pomodoro

Se poco tempo fa parlavamo di verdure "sciocche", quelle di poco carattere, per intenderci, oggi veniamo a quelle "furbe" ed interessanti. 

Piccolo inciso: ogni verdura è interessante e sarebbe bene educare fin da piccoli i bambini a mangiarne tante (qualcuna si ricorda di Jamie Oliver che, vestito baccello di pisello, rincorreva i bambini in "La mia rivoluzione USA" urlando "Mangiate le verdurine"?), però alcune sono più simpatiche di altre e si prestano ad infinite interpretazioni. 
I piselli-non è un caso che abbia citato Mr Pisellino)-sono tra queste e, credo, anche tra le verdure più amate dai bambini. 

Per venire a me, ricordo che fino ad una certa età ho mangiato tutti i tipi di vegetali senza lamentarmi poi, di colpo, intorno agli undici, dodici anni ho iniziato a prediligere i cibi poco sani (fase obbligata di ogni esistenza umana) e a snobbare verdure e co. Gli unici ortaggi che mio padre e mia nonna riuscivano a farmi buttare giù erano patate e -appunto-piselli. 
Per fortuna la fase è durata poco, molto poco (per passare ad un'altra, altrettanto poco felice seppure di genere opposto). 

La simpatia per queste palline verdi continua ancora oggi e, ammetto, sono praticamente gli unici legumi che riesco a mangiare dato che con fagioli, ceci e lenticchie accuso qualche problemino di pancia. Poi, vi è da aggiungere, amo i sapori dolci e i piselli (specialmente quelli piccolini e freschi) sono dolcissimi. 
Sulla versatilità abbiamo già detto: entrano nei primi piatti (i famosi Risi e Bisi), nei secondi, nei contorni..e negli sformati. Uno sformatino semplice semplice per il pranzo del mio trentaxxxxesimo compleanno: solo piselli, fiocchi di avena, sale, pepe e un goccio di aceto balsamico. 
Ingredienti per 4 persone
300 gr di pisellini freschi o surgelati
1 cucchiaio di fiocchi di avena a cottura rapida
sale
pepe
prezzemolo
aceto balsamico
olio

Preparazione
Lessate i piselli in acqua salata, quindi scolateli e frullateli con il prezzemolo, l'avena, un cucchiaio di olio, sale e pepe. Se il composto fosse troppo asciutto e poco cremoso, aggiungete un cucchiaio di latte vegetale. Riscadate il forno a 180°. Foderate 4 stampini con carta da forno e riempiteli con il composto, quindi cuocete a bagnomaria per circa 30'. Toglieteli dal forno, fateli intiepidire, quindi serviteli capovolti, con un'insalata di pomodori e un goccio di aceto balsamico.

30.5.12

Vellutata di lattuga e tofu con farina di mandorle

Esistono dei cibi che, permettetemi, definisco "stupidini" nel senso che non hanno molto carattere, nè un sapore particolarmente interessante.
Ne parlavo qualche post fa. Cibi come il ravanello, o la rapa, che possono risultare simpatici in mezzo ad altri ingredienti, ma noiosissimi da soli. Opinione personale, e nessuno me ne abbia a male.

Tra l'altro - piccola parentesi - notavo che anche i modi di dire contribuiscono ad alimentare questa mia convinzione. Avete presente quando si dice "Non ricavi il sangue da una rapa" per dire che è inutile insistere su certe cose con alcuni soggetti? ecco, secondo me è indice del "razzismo" verso alcune verdure, ditemi voi...

Bene, anche la lattuga rientra nella mia definizione di cibo stupidino. Sarà che generalmente viene utilizzata solo nelle insalate, abbinata al più interessante pomodoro, sarà che ha un colore non particolarmente vivace, fatto sta che non mi fa impazzire e la mangio molto raramente. Peccato, perchè offre spunti interessanti, soprattutto se cotta.
Ne ho avuto la prova con questa vellutata in cui ho usato la lattuga, abbinata ad un altro cibo stupidino per eccellenza: il tofu. Ecco, il tofu.

In questo blog trovate diverse ricette con questo ingrediente, ma vi confesso che non è uno dei miei cibi preferiti, soprattutto nella versione solida: dev'essere trattato in qualche modo, così da renderlo un minimo stuzzicante, se nò non sa di niente. Ecco allora che spesso lo unisco alle minestre, alle vellutate, così da aggiungere qualche proteina e un po' di cremosità al tutto. Purtroppo con la versione solida del tofu (l'unica che trovo qui ad Asti), l'effetto è più granuloso che cremoso ma comunque gradevole. 

Ho aggiunto, giusto per completezza, un cucchiaio di farina di mandorle che stazionava nella credenza e che non avevo ancora avuto modo di utilizzare. Ovviamente, come per quasi tutte l mie ricette, potete giocare con dosi, ingredienti, aromi...create, gente..create!

Anche se so che le parole fanno poco, purtroppo, mando un abbraccio fortissimo a tutte le persone che in queste ore stanno vivendo la paura del terremoto...
Ingredienti (per due porzioni)
Lattuga 250 gr 
Acqua o brodo vegetale 500 ml 
Tofu 80 gr 
Un cucchiaio di farina di mandorle
sale
pepe

Preparazione
Lavate la lattuga e togliete le foglie più esterne, quindi tagliatela a listarelle. Fatela cuocere nell'acqua o nel brodo fino a quando sarà tenera, quindi aggiungete il tofu tagliato a dadini e frullate. Rimettete la minestra in pentola, aggiustate di sale e pepe, aggiungete la farina di mandorle e fate addensare su fuoco basso per qualche istante. Spegnete e servite, accompagnando con crostini o grissini.




28.5.12

Cioccolato chantilly alla Bressanini

Per la consueta rubrica dei ringraziamenti ^_^ questa volta vi ringrazio per avermi sommersa di auguri di compleanno^_^ Siete favolosi tutti, lo sapete??? Avete reso speciale un giorno che rischiava di diventare anche un po' noiosetto e invece....grazie grazie grazie!!!! 

Ciò detto veniamo a noi. 
Lasciatemelo dire, ma questa volta sono davvero orgoglioNA di me stessa. 

No, veramente dovrei ringraziare Dario Bressanini che, dalle pagine del suo blog, mi ha fatto conoscere questa chantilly al cioccolato di Hervè This, chimico francese. Era da tempo che l'avevo adocchiata, e da tempo mi promettevo di provarci poi, chissà perchè, non arrivava mai il momento giusto. Un po' perchè in famiglia la fanatica delle mousse al cioccolato fondente sono io e farla solo per me non volevo, un po' perchè la preparazione mi spaventava e non poco. Mousse/chantilly accantonata, per farla breve, ma era sempre lì che mi ronzava per la testa. 

Poi, finalmente, il mio compleanno, un pranzo in famiglia, e l'occasione per provarci. 
"Cavoli, è il mio compleanno, quindi il dolce deve piacere a me, in primis, no?" sappiate, per inciso, che è piaciuto a tutti.
Ammetto però che fino all'ultimo ho rimandato, dato che il procedimento mi spaventava troppo. Diciamocelo: io me la cavicchio con cosine semplici, ma quando si tratta di tecnica/scienza ho un po' di difficoltà. Sono pasticciona inside, e la mia sbadataggine si trasferisce anche in cucina. Questa volta, schizzi a parte, è filato tutto liscio e il risultato finale è stato esaltante.

Prima due paroline per introdurla.

E' una crema sofficissima, che per colore, consistenza e sapore ricorda la classica mousse al cioccolato solo che (e qui viene il bello), non contiene uova, zucchero o, peggio, panna (ingrediente che non dovrebbe essere contenuta neanche nella classicissima mousse au chocolat francese). Una crema in purezza che sfrutta la chimica per sprigionare tutta la sua bontà e voluttuosità. 
Con un bel po' di calorie in meno. E il vantaggio di essere cruelty free.
Il trucco, se così si può chiamare, sta nello sfruttare la percentuale di grassi già contenuti nel cioccolato, l'acqua e il freddo. Praticamente, basta utilizzare un po' di acqua unita al cioccolato fuso, e la quantità di acqua va calcolata in modo da avere circa il 34% di grasso rispetto all'acqua. Quindi, se il nostro cioccolato contiene il 39% di grassi (lo leggete nelle info nutrizionali della tavoletta), e voglio utilizzare 100 gr di cioccolato, dovrò usare 39 *100/34= 115 ml circa di acqua. Il mio, invece, ne conteneva 36 gr circa, ho usato 50 gr di cioccolato, ergo ho usato 52 ml di acqua. 
Per il resto, il procedimento è semplice e collaudato.

Parlavamo del freddo. Ecco, la ciotola contenente il cioccolato fuso e l'acqua andrà messa a contatto del ghiaccio, quindi si monterà tutto con le fruste e, è il caso di dirlo, per magia il cioccolato diventerà una vera mousse. Mi sono sentita molto piccolo chimico, anche se la ricetta è in realtà molto semplice e a prova di bomba. Io ho utilizzato una quantità minima di cioccolato, giusto per assaggiarla tutti insieme, accompagnata da una fresca macedonia e da qualche biscottino. Con 50 gr di cioccolato ho riempito 4 vasettini come quelli della foto, ma se siete più golosi consiglio di usare 75 gr di cioccolato per 3 persone, 100 gr per 4. Vi riporto le dosi utilizzate da me ma prima di cimentarvi nella preparazione tenete presente la formuletta di Dario: x percentuale di grasso *y quantità di cioccolato/34.
Ingredienti (usando cioccolato fondente con 36 gr di grassi per 100 gr )
50 gr di cioccolato al 70% di cacao
52 ml di acqua

Preparazione
Preparate del ghiaccio e mettetelo in freezer. Spezzettate il cioccolato in una ciotola e fatelo fondere a bagnomaria. Quando sarà sciolto unite l'acqua e mescolate bene per amalgamarli. Trasferite il composto in una ciotola inserita in un'altra più grande contenente il ghiaccio (oppure mettete a contatto del ghiaccio direttamente la ciotola in cui avevate fuso il cioccolato..l'importante è che la ciotola col cioccolato sia a contatto del ghiaccio) e iniziate  a montare con le fruste (elettriche o a mano). Il composto è liquido, quindi attenti agli schizzi. Non scoraggiatevi perchè non monterà subito ma poi, da un momento all'latro, iniziaerà ad addensarsi e a diventare spumosa. Quando il composto sembrerà bello spumoso, spegnete e mettete la chantilly in 3/4 coppettine, mettete in frigo e servite. Ricordatevi di non montare troppo, se nò "impazzirà" come la panna. Se il composto impazzisce o diventa troppo duro o non monta, rifondete tutto e ricominciate.  Se avete paura che il cioccolato puro sia troppo amaro, aggiungete un po' di zucchero fin dalla fase iniziale. Più difficile a dirsi che a farsi, giuro!!!!
Io l'ho servita con mandorle pralinate, una macedonia di pesche e fragole e dei Tuiles

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