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21.5.13

Cronaca di un raggio di sole

Quella che sto per raccontarvi è una storia che, mi dispiace per gli altri, solo chi usa il web con una certa assiduità e bazzica tra blog e chat potrà capire. Agli altri spero di riuscire a trasmettere ugualmente qualcosa ma. Ma non sarà facile spiegare le emozioni vissute tra giovedì e domenica. Emozioni che ci, mi ha regalato colei che adesso posso veramente definire Amica con la A maiuscola. Prima lo speravo, ci credevo e poi. Poi giovedì e domenica ne ho avuto la conferma. Così come ho avuto la conferma del fatto che passi una vita accanto a persone che consideri "amiche" senza esserlo. Persone con cui non hai niente in comune. persone da cui ti senti giudicata e non apprezzata. Poi, un bel giorno, ti imbatti in "nick", avatar, foto, frasi e li senti vicino. Vicino davvero e. E quando li incontri e quei nick diventano nomi e cognomi, volti reali, ed è come se fossero i tuoi amici dell'infanzia. Quelli con cui non hai bisogno neanche di parlare perchè già sanno. Quelli con cui e per cui piangi di felicità e di dispiacere quando è il momento di separarsene. Quelli a cui mandi sms cuoriciosi per ringraziarli dei momenti stupendi passati insieme. Quelli che sai, e lo sai, farai il possibile per rivedere.

17.5.13

Dissertando sugli anni '80: tartare di fragole, asparagi e pepe di Sichuan



Ho vissuto negli anni '80 (non dirò, neanche sotto tortura, quanti anni avevo nel 1980....segue risata isterica, dettata dal fatto che la mia età la sventolo senza problemi, e proprio perchè non mi faccio problemi, dico che poco più di una settimana sarà il mio compleanno). Ergo merendavo con il Calippo guardando "Bim Bum Bam" e i miei idoli erano " I ragazzi della 3°C". Giocavo con "Gira la moda" e ho rotto i maroni a mio padre per avere la macchina per fare la maglia di Barbie. Ero innamorata di Camerini ma se mi dicevano che c'era Miguel Bosè alla tivvù (a parte il fatto che con qualche anno in più c'è ancora) diventavo tutta rossa. Mi sono infatuata del mio maestro di sci solo perchè mi offrì "la mia prima Morositas" (testuali parole pronunciate, a sei anni, dopo la prima lezione) e collezionavo le sorpresine del Mulino Bianco. Ricordo abbastanza bene quegli anni, insomma. Peccato che essendo io, allora, una bambinetta, la mia massima espressione in cucina fosse rappresentata dai famosi (tristemente, aggiungerei, per il parentado) budini fatti con acqua e biscotti che mettevo a solidificare in freezer e poi costringevo mia nonna a mangiare. Probabilmente, se fossi stata un po' più grandicella, avrei tentato l'esperimento del risotto con le fragole, cosa che andava tantissimo in quegli anni. Un po' come i tortellini con prosciutto panna e piselli e la pasta al salmone.

14.5.13

Divagazioni sul tema Uovo. Macaroons di Benedetta


Giusto per dire. Sinceramente non so da quanto tempo è che non mangio un uovo, se non in via indiretta (leggi: laddove non riesco a controllarlo, tipo nei gelati o in alcuni prodotti confezionati). Non mi sono mai piaciuti, a dire il vero, anche se da piccola divoravo uova alla coque come Rocky Balboa, ed una delle mie colazioni estive preferite era l'ovetto sbattuto col caffè. Poi, qualche rarissima volta, me li sono fatta andare bene in frittata ma mi hanno sempre disturbato un po'. C'è da dire, discorso che si faceva qua con Lucry, che controllare tutto, in un paese come l'Italia ancora troppo indietro per quanto riguarda i prodotti per vegani (senza alcun derivato animale) è davvero difficile, se non quasi impossibile (a meno che non si decida di autoprodurre tutto, ma visto che la vita è piena di impegni e bla bla bla...), e allora se traccie di uovo mi capitano in un biscotto o in un gelato non me ne pongo un problema.